In questo articolo ho deciso di trattare un caso di particolare interesse, ossia quello legato all’acquisto di un’auto usata. Purtroppo può capitare che acquistando una macchina di seconda mano, quello che pensavamo potesse essere un grande affare si riveli in realtà una grande fregatura e che dopo i primi chilometri iniziamo a vedere le prime spie accendersi e iniziamo a sentire rumori sinistri. Questi problemi, però, possono interessare anche auto usate acquistate in concessionaria, dove in teoria dovremmo avere maggiori coperture e garanzie sulla qualità dell’usato. C’è poi anche il caso di chi acquista la macchina in un autosalone che poi si scopre essere semplicemente un intermediario. Insomma, gli scenari sono variegati e tutt’altro che semplici da interpretare e per questo motivo in questo articolo proveremo a fare ordine.
Cosa succede se compro una macchina da privato?
Partiamo dal primo caso, ossia dall’acquisto dell’auto usata da privato. Se compro da un privato, faccio riferimento al Codice Civile, che all’articolo 1490 prevede il cosiddetto vizio occulto, nel senso che il venditore all’atto della vendita deve garantire che “la cosa venduta sia immune da vizi che la rendano inidonea all’uso a cui e’ destinata o ne diminuiscano in modo apprezzabile il valore. Il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto, se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa”. Il Codice del Consumo non parla di vizio occulto ma parla di difetto di conformità. E cosa cambia?
Vizio occulto e difetto di conformità
Il vizio occulto deve essere denunciato a pena di decadenza entro e non oltre otto giorni dalla scoperta. Nel caso del difetto di conformità, invece, prima doveva essere denunciato al venditore entro sessanta giorni dalla scoperto; adesso, in seguito alla riscrittura di diversi articoli, il difetto di conformità può essere denunciato addirittura dopo due anni. Ad essere diversa è la natura del soggetto che vende. Nel primo caso, è il privato, nel secondo è il professionista (concessionaria o autosalone).
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Comprare una macchina usata da privato e in una concessionaria: cosa cambia in caso di guasti
Il Codice del Consumo, che regola l’acquisto da un professionista, prevede una serie di norme a garanzia del consumatore, considerato parte debole del contratto. La norma forse più importante prevede che se il difetto di conformità insorge entro un anno dalla compravendita si presume che fosse già esistente, quindi l’acquirente non deve dimostrare il motivo di questo danno. Nel caso di acquisto da privato, il problema è che siamo noi a dover dimostrare il tipo di danno, la natura, il nesso di causalità e quant’altro. E come si fa? Se il venditore è disposto a collaborare, è possibile portare la macchina dal meccanico e il meccanico farà la sua analisi stabilendo natura e causa del problema. Se il venditore, invece, non è collaborativo, come purtroppo può capitare, bisogna fare un accertamento tecnico preventivo, una procedura che prevede diversi passaggi e che costringe l’acquirente a tenere la macchina ferma per diversi mesi, fino al termine della procedura di accertamento, appunto.
I concessionari intermediari
Abbiamo poi un altro caso che si è profilato nel corso degli ultimi anni, ossia quelli dei concessionari in franchising che di fatto sono intermediari, mettono in contatto le parti tra loro, prendono la provvigione e se esce il difetto non è tale ma un vizio occulto e dovrebbe rivolgersi direttamente al venditore, una pratica che definirei assurda e che per questo motivo mi sono permesso di sottoporre alle autorità competenti, che verificheranno se ci siano le motivazioni e le condizioni necessarie per intervenire.